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Il cuneo fiscale è la differenza tra quanto un’azienda spende per un lavoratore e quanto il lavoratore riceve effettivamente come stipendio netto.

Comprendere cos’è il cuneo fiscale, come si calcola e perché incide sul potere d’acquisto delle famiglie è importante in un contesto economico segnato da inflazione, aumento del costo della vita e maggiore esposizione al rischio di sovraindebitamento.

Cos’è il cuneo fiscale?

Il cuneo fiscale rappresenta la differenza tra il costo totale sostenuto dal datore di lavoro e il netto che il dipendente riceve in busta paga. In questa differenza rientrano imposte sul reddito e contributi previdenziali, sia a carico del lavoratore sia del datore di lavoro.

Secondo i dati OCSE più recenti, l’Italia si colloca stabilmente tra i paesi con il cuneo fiscale più elevato d’Europa, con un valore che supera il 45% per un lavoratore dipendente medio senza figli. Questo significa che per ogni 100 euro spesi da un’azienda per un dipendente, meno di 55 arrivano realmente in tasca al lavoratore.

In poche parole, quando il cuneo fiscale è alto, la distanza tra lo stipendio lordo e quello che il lavoratore riceve realmente aumenta. Questo significa che, anche se l’azienda sostiene un certo costo per pagare un dipendente, una parte rilevante di quella somma viene assorbita da tasse e contributi. Di conseguenza, il lavoratore percepisce un importo netto più basso rispetto a quanto l’azienda spende complessivamente per il suo impiego.

Come incide il cuneo fiscale sul potere d’acquisto?

Il potere d’acquisto delle famiglie italiane ha subito una contrazione significativa negli ultimi anni, come documentato dall’ISTAT nei rapporti annuali sul benessere economico. Il potere d’acquisto indica la quantità di beni e servizi che una persona può acquistare con il proprio reddito. Se lo stipendio netto è contenuto e il costo della vita aumenta, il potere d’acquisto si riduce.

Negli ultimi anni molte famiglie hanno registrato un incremento delle spese essenziali, in particolare per:

  • utenze domestiche e carburante
  • spesa alimentare
  • rate di prestiti e mutui

Anche un aumento contenuto dei prezzi, se si aggiunge a uno stipendio che resta uguale o cresce di poco, può mettere in difficoltà il bilancio familiare. In queste situazioni diventa più difficile mettere soldi da parte e si è meno preparati ad affrontare spese impreviste.

In che modo il cuneo fiscale può incidere sul rischio di sovraindebitamento?

Il cuneo fiscale incide direttamente sul reddito netto, riducendo la somma effettivamente disponibile per le spese quotidiane. Quando lo stipendio netto non riesce più a coprire tutte le esigenze familiari, molte persone ricorrono al credito per mantenere l’equilibrio finanziario. Prestiti personali, carte revolving e finanziamenti rateali diventano strumenti immediati per far fronte alle necessità.

Il problema nasce quando questa soluzione temporanea diventa strutturale. Se le entrate restano ferme a causa di un cuneo fiscale elevato e le rate si accumulano, aumenta il rischio di sovraindebitamento. In questo contesto, diventa difficile rispettare regolarmente le scadenze e il peso dei debiti incide sulla serenità personale e familiare.

Il sovraindebitamento non è quasi mai il risultato di una sola scelta sbagliata. È spesso la conseguenza di una combinazione tra cuneo fiscale elevato, riduzione del potere d’acquisto e contesto economico sfavorevole, che limita la capacità di far fronte alle spese quotidiane senza indebitarsi. 

Secondo i dati della Banca d’Italia sul credito alle famiglie, il ricorso a forme di finanziamento non garantito è aumentato proprio nelle fasce di reddito medio-basse, quelle più esposte agli effetti del cuneo fiscale elevato.

Come proteggere il tuo potere d’acquisto da cuneo fiscale e debiti?

Nei casi in cui il proprio reddito risulti insufficiente a coprire spese e rate, diventa utile una valutazione accurata della situazione economica complessiva. Analizzare con attenzione il rapporto tra entrate, uscite fisse e debiti totali permette di avere una visione chiara delle proprie finanze e di prevenire il ricorso a nuovo credito per coprire debiti già esistenti.

Intervenire tempestivamente permette di limitare le conseguenze finanziarie e di valutare soluzioni concrete per riequilibrare il bilancio. Il cuneo fiscale e la riduzione del potere d’acquisto sono fattori esterni, ma la gestione dei debiti richiede scelte consapevoli e strategie mirate. 

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