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Cosa fare quando nei casi di emergenza economica a causa di un indebitamento? La legge italiana prevede diverse soluzioni. Ma va tenuta in considerazione anche la possibilità di ricorrere ad una società di riparazione del credito.

Emergenza debiti, la situazione italiana

La Cgia, in uno studio fornito nell’agosto 2023, descrive l’indebitamento delle famiglie italiane

Secondo queste stime, il debito medio per nucleo familiare ha raggiunto la cifra media di 22.710 euro, avendo come riferimento massimo il 31 dicembre 2022. Si tratta di un aumento del 3,5% rispetto all’anno precedente. Questo ha portato il totale dei debiti bancari delle famiglie italiane a un livello record di 595,1 miliardi di euro.

Le zone più colpite dall’indebitamento sono Milano, Monza – Brianza e Bolzano, con rispettivamente debiti medi di 35.342 euro, 31.984 euro e 31.483 euro. Le aree del Mezzogiorno, invece, sembrano essere meno esposte. Forse anche per via di una ripresa economica iniziata tra il 2021 e il 2022.

Questa emergenza debiti, inoltre, potrebbe estendersi alle micro imprese, specialmente artigiani e negozianti, con una possibile diminuzione dei prestiti bancari alle imprese.

In quale modo si può finire in una emergenza debiti?

Ci sono diverse ragioni per cui le famiglie italiane sono sempre più gravate dal debito. Tra le principali cause, secondo la Banca d’Italia, si possono indicare:

  • aumento dei prestiti. Nel 2022, il debito delle famiglie italiane verso banche ed istituti finanziari è aumentato del 4,6%. Le famiglie stanno accumulando sempre più debito per finanziare le proprie spese
  • mutui. Una delle principali spese che contribuiscono al debito delle famiglie è rappresentata dai mutui. Il tasso di default sui mutui, insieme a prestiti personali e finalizzati, è stato costantemente in diminuzione dalla prima metà del 2021. Molte famiglie si affidano ai prestiti per l’acquisto di una casa
  • prestiti al consumo. Le famiglie italiane accumulano debito anche attraverso prestiti al consumo, come prestiti personali e debiti con carta di credito o carta revolving. Questi prestiti consentono alle famiglie di finanziare acquisti al di là delle proprie possibilità immediate, contribuendo al loro indebitamento complessivo
  • diminuzione dei risparmi. La pandemia ha influenzato significativamente la stabilità finanziaria delle famiglie. Nonostante si sperasse che le famiglie aumentassero i risparmi durante questo periodo, le famiglie italiane hanno faticato a risparmiare a causa delle difficoltà finanziarie. Questa mancanza di risparmi rende le famiglie più vulnerabili nei confronti di un possibile debito.

Cosa fare se si hanno troppi debiti?

Ci sono diverse possibilità per cercare di uscire da una condizione di sovraindebitamento. Per indicare alcuni primi esempi:

  • rottamazione dei debiti, che consente di ridurre il proprio debito attraverso il pagamento di una quota concordata con i creditori. Questa soluzione è spesso utilizzata per debiti fiscali, contributivi o amministrativi. La rottamazione dei debiti consente ai debitori di pagare il debito in modo rateale e di ottenere riduzioni sui costi e sugli interessi
  • concordato preventivo. Una procedura per le imprese in difficoltà, ma anche i cittadini privati possono richiederlo in caso di difficoltà. Per accedervi è necessario presentare un piano di ristrutturazione del debito, al fine di trovare un accordo con i creditori. In cambio, i debitori possono ottenere una riduzione dei debiti e dell’importo delle rate mensili, ottenendo in tal modo un risanamento finanziario
  • vendita del patrimonio nel caso in cui il patrimonio abbia un valore nettamente superiore ai debiti. Anche per prevenire l’insolvenza e il pignoramento
  • cessione del quinto dello stipendio. Questa soluzione permette, infatti, di ottenere un prestito attraverso la cessione del quinto dello stipendio o della pensione. Il rimborso del debito è effettuato attraverso quote mensili che sono generalmente calcolate in base al reddito
  • fallimento. rappresenta l’ultima opzione disponibile e può essere una scelta dolorosa per chi ha un’attività aziendale. Il fallimento prevede la vendita dei beni e il pagamento dei creditori. Una volta pagati i debiti, l’azienda cessa la propria attività.
Cosa prevede la legge italiana?

La legge italiana offre diverse soluzioni per affrontare il sovraindebitamento, come descritto nella legge 3 del 2012. La prima opzione è il piano del consumatore, che consente a chi è in debito di collaborare con un esperto per creare un piano di pagamento basato sulle attuali disponibilità finanziarie e patrimoniali. Approvato dal giudice, questo piano prevede il pagamento di una parte dei debiti per un periodo determinato, alla fine del quale il debitore viene liberato da ogni obbligo. E la segnalazione in CRIF sarà eliminata, nei tempi opportuni, di conseguenza.

Un altro rimedio è l’accordo con i creditori. In questo caso, anziché presentare un piano al giudice, il debitore può cercare un accordo con i creditori con l’aiuto di un professionista. Se almeno il 60% dei creditori accetta, anche quelli contrari devono adeguarsi e accettare un pagamento parziale del debito.

C’è poi la liquidazione del patrimonio. Questo rimedio consente di vendere beni come la casa a un prezzo equo, e qualsiasi ricavato dalla vendita libera il debitore dai debiti, anche se i creditori non ricevono l’intera somma.

Per chi è indebitato con le banche, è possibile richiedere una rateizzazione per pagare il debito gradualmente e chiedere, allo stesso tempo, un pagamento complessivo inferiore a quanto dovuto, effettuando un saldo a stralcio definitivo della posizione debitoria.

Società di riparazione del credito

Una possibilità reale di risoluzione della propria situazione di sovraindebitamento è data dalle società di riparazione del credito, come Bravo.

Bravo, che opera nel settore della riparazione del credito da oltre 14 anni, ha risolto efficacemente più di 400.000 situazioni debitorie. Bravo si distingue per l’adozione di programmi personalizzati basati sulle effettive disponibilità finanziarie del cliente, con la capacità di negoziare sconti fino al 70% dell’ammontare totale del debito. L’approccio di Bravo non richiede l’assunzione di ulteriori prestiti per il rientro dal debito.

Un elemento distintivo dell’azienda è la sua attenzione sull’educazione finanziaria, così che i clienti siano aiutati nella formazione di abitudini economiche più prudenti. È possibile prenotare una consulenza per verificare i requisiti di partecipazione e iniziare un percorso di recupero finanziario.