Skip to main content

Il fido bancario è una forma di credito concessa dalla banca che permette al cliente di utilizzare una somma di denaro anche quando il saldo del conto corrente non è sufficiente. Si tratta di uno strumento molto diffuso sia tra privati sia tra imprese, utile per gestire esigenze temporanee di liquidità. Comprendere il funzionamento del fido bancario, i suoi costi e le condizioni contrattuali è fondamentale per evitare spese impreviste e usarlo in modo consapevole.

Il fido bancario, chiamato anche affidamento, è un accordo tra banca e cliente che consente di andare in negativo sul conto corrente fino a un importo massimo stabilito contrattualmente.

Questo importo prende il nome di plafond o limite di affidamento.

Ad esempio, se la banca concede un fido di 5.000 euro, il conto potrà arrivare fino a -5.000 euro

La concessione del fido non è automatica. L’istituto di credito valuta diversi fattori prima di approvarlo, tra cui:

  • Reddito e stabilità lavorativa
  • Storico creditizio
  • Situazione finanziaria complessiva
  • Affidabilità nei rapporti bancari precedenti

Il fido bancario può essere concesso a tempo determinato oppure a tempo indeterminato, con possibilità di revisione periodica delle condizioni.

Come funziona il fido bancario

Una volta attivato, il fido bancario permette di effettuare pagamenti, bonifici, prelievi o domiciliazioni anche in assenza di fondi sufficienti sul conto. Il cliente paga interessi solo sulla somma effettivamente utilizzata e per il periodo in cui rimane in negativo. 

Ad esempio:

se il fido è di 10.000 euro ma vengono utilizzati 2.000 euro per 15 giorni, gli interessi saranno calcolati esclusivamente su quell’importo e per quei giorni.

Oltre agli interessi passivi, possono essere previsti:

  • Commissione di disponibilità fondi
  • Spese di istruttoria
  • Commissioni per eventuale sconfinamento oltre il limite concesso

È importante distinguere tra fido autorizzato e sconfinamento non autorizzato. Nel primo caso esiste un contratto con condizioni definite; nel secondo caso il saldo negativo non è concordato e può comportare costi più elevati.

Quando conviene richiedere un fido bancario e quali sono i rischi

Il fido bancario può essere utile per gestire:

  • Ritardi nei pagamenti dei clienti (per professionisti e imprese)
  • Spese impreviste
  • Differenze temporanee tra entrate e uscite

Secondo approfondimenti pubblicati da Il Sole 24 Ore, il fido bancario rappresenta uno degli strumenti più utilizzati dalle piccole e medie imprese per gestire tensioni di liquidità e differenze temporanee tra incassi e pagamenti, soprattutto in contesti economici incerti. Anche la ABI – Associazione Bancaria Italiana sottolinea l’importanza di comprendere costi, tassi e limiti del fido prima di sottoscriverlo.

Se utilizzato in modo pianificato, rappresenta uno strumento flessibile di gestione finanziaria. Tuttavia, occorre valutare attentamente i rischi, tra cui:

  • Accumulo di interessi nel tempo
  • Dipendenza dal credito bancario
  • Possibile revoca del fido da parte della banca

Prima di richiedere un fido bancario è consigliabile confrontare le condizioni offerte da più istituti e verificare con attenzione tasso di interesse, commissioni e costi complessivi.

Difficoltà nel pagamento del fido e altri prestiti? Ecco come intervenire

Se ti trovi in difficoltà con il pagamento di un fido o di altri prestiti, è fondamentale avere un supporto esperto per analizzare a fondo la tua posizione e pianificare una strategia efficace. Bravo è qui per offrirti l’esperienza necessaria per valutare tutte le opzioni disponibili e disegnare un percorso personalizzato per la risoluzione del debito.

Non affrontare questa fase delicata da solo: richiedi ora la tua consulenza e scopri il percorso per ritrovare la stabilità e la serenità economica che meriti.

Vuoi capire cos’è il fido bancario in 30 secondi? Guarda il video qui sotto 👇