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Il saldo e stralcio è una procedura che permette di estinguere un debito pagando una somma inferiore rispetto all’importo originario. In pratica, il creditore accetta di “stralciare” la parte residua del debito rinunciando formalmente ad essa, evitando ulteriori azioni legali o esecutive. Questa procedura è utile quando il debitore si trova in una situazione di evidente difficoltà finanziaria e non può saldare l’intero debito. Dall’altra parte il creditore spesso accetta l’accordo perché riceve indietro almeno una parte del credito, evitando lunghe procedure legali.

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Come funziona la procedura di saldo e stralcio?

La procedura richiede generalmente una negoziazione tra debitore e creditore per stabilire l’importo finale da pagare. Una volta raggiunto l’accordo accade che:

  • Il debitore effettua il pagamento concordato
  • Il credito residuo viene considerato estinto

Nelle trattative con banche, finanziarie o istituti di credito l’importo da pagare viene definito caso per caso, in base alla situazione economica del debitore e alla disponibilità del creditore ad accettare l’accordo.

Quali sono le diverse fasi previste nella procedura di saldo stralcio?

1. Analisi della situazione debitoria

Il primo passo consiste nel valutare attentamente la propria situazione economica e i debiti accumulati. L’obiettivo è capire se ci sono le condizioni per proporre un accordo vantaggioso, sia per il debitore sia per il creditore.

2. Preparazione della proposta

Il debitore contatta il creditore con una proposta scritta che include:

  • L’importo che si è in grado di pagare, inferiore rispetto all’importo dovuto a fronte della cancellazione della parte residua
  • La motivazione della richiesta, spesso supportata da documenti sul proprio stato economico
  • Le modalità di pagamento che possono essere o in un’unica soluzione o a rate per un periodo concordato

In questo passaggio, è importante allegare documenti come: buste paga, dichiarazioni dei redditi o certificazioni di spese essenziali, per rendere la proposta credibile.

3. Accettazione e stipula dell’accordo

Se il creditore accetta la proposta, si firma un accordo scritto (scrittura privata) che specifica:

  • L’importo da pagare
  • Le modalità e i tempi di pagamento
  • La rinuncia da parte del creditore a ulteriori azioni esecutive sul residuo del debito

4. Pagamento e liberatoria

Dopo aver effettuato il pagamento concordato:

  • Il creditore rilascia una liberatoria, che attesta l’estinzione del debito
  • Questo documento è fondamentale per aggiornare eventuali segnalazioni nelle centrali rischi e prevenire contestazioni future

Qualora il debitore non dovesse adempiere ai pagamenti, il creditore è legittimato a riattivare le procedure finalizzate al recupero dell’intero importo originariamente dovuto.

Quali sono i debiti che rientrano nel saldo e stralcio?

Il saldo e stralcio può riguardare diversi tipi di debiti, tra cui:

  • Banche e istituti finanziari: prestiti personali, mutui, acquisti effettuati con carte di credito
  • Fornitori e aziende private: fatture non pagate o contratti non rispettati
  • Fisco e previdenza: cartelle esattoriali o debiti con l’Agenzia delle Entrate (in questo caso si parla spesso di rottamazione). In questo caso non si tratta di un saldo e stralcio “negoziato liberamente” perché sono previste  procedure  da norme speciali, non disponibili in qualunque momento e dove le percentuali e condizioni sono fissate dalla legge, non negoziate
  • Condomini: quote condominiali arretrate

Quali debiti non rientrano nel saldo e stralcio?

  • Debiti derivanti dal TFR (trattamento di fine rapporto): alcune tipologie di crediti, come quelli di lavoro o il TFR, difficilmente sono oggetto di saldo e stralcio perché il creditore ha obblighi legali che limitano la possibilità di rinuncia
  • Debiti collegati a un rapporto di lavoro
  • Debiti verso la pubblica amministrazione diversi da cartelle esattoriali rottamate

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Qual è la proposta migliore da fare al creditore?

Non esiste una legge che stabilisca un importo minimo per attivare il saldo e stralcio, né in termini assoluti né in percentuale. Nella pratica, però, molte trattative si chiudono con offerte comprese tra il 30% e il 60% del debito totale, a seconda della situazione del debitore e delle politiche del creditore.

Alcune indicazioni pratiche:

  • Per i debiti di importo ridotto conviene proporre un pagamento in un’unica soluzione piuttosto che rateizzato
  • Per i mutui o debiti più consistenti solitamente si accettano offerte che coprono tra il 50% e l’80% dell’importo totale
  • Per gli importi molto elevati è possibile proporre un piano di rientro rateizzato, concordato con il creditore

Una volta che il debito sarà estinto tramite saldo e stralcio, il creditore rilascia una liberatoria, documento ufficiale che attesta l’avvenuta estinzione del debito. Questa liberatoria è utile per aggiornare le centrali rischi (come CRIF).
Tuttavia, la cancellazione dalle banche dati non è automatica: alcune segnalazioni possono rimanere visibili fino a 5 anni, a seconda della loro natura.

Cosa fare se la domanda di saldo e stralcio viene rifiutata?

Nel caso in cui la tua offerta di saldo stralcio non venga accettata, il creditore  può presentare una controproposta, offrendo ad esempio:

  • Un aumento dell’importo complessivo da restituire proponendo un numero più basso di rate
  • Non avanzare alcuna controproposta

A seguito del rifiuto della proposta, il debitore deve valutare altre modalità per estinguere i propri debiti: esistono diverse soluzioni alternative, che dipendono dalla tipologia e dall’ammontare del debito, nonché dalla situazione economica personale.

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